Un risultato ben oltre le aspettative. I motivi del successo

È stato superato l’obiettivo delle 25 mila presenze a “La grande Trieste”, la mostra organizzata dal Comune di Trieste, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste e delle Assicurazioni Generali.
Grazie all’apertura gratuita di domenica scorsa, voluta dall’assessorato alla Cultura per condividere con la città un risultato che è andato ben oltre le aspettative, l’esposizione al Salone degli Incanti ha chiuso con 25.858 visitatori totali certificati dall’8 febbraio al 21 giugno, così suddivisi: 75% provenienti da Trieste, 6% dal Friuli Venezia Giulia, 9% dal resto dell’Italia e un buon 10% dall’estero (soprattutto da Austria e Germania). Nel mese di aprile si è registrato il numero più elevato di visitatori (oltre 8mila), mentre a maggio la percentuale più elevata di non residenti (32%, di cui metà stranieri). Buono il riscontro delle visite guidate domenicali, con circa 1.300 partecipanti in 18 appuntamenti.

La grande Trieste – afferma l’assessore alla Cultura Paolo Tassinari – è stata un successo dal punto di vista delle presenze, dei contenuti proposti (in linea con il contenitore dell’ex Pescheria, scelto a simbolo della grandezza di quegli anni) e della collaborazione tra le tante Istituzioni comunali coinvolte. Un lavoro collettivo – sottolinea Maria Masau Dan, direttore del Museo Revoltella e Musei Civici e fra i curatori della mostra – trasformatosi in un’esperienza complessa e interessante, quasi un laboratorio di energie che si sono fuse in un prodotto di qualità, forse diverso da ciò che tutti noi curatori ci eravamo immaginati all’inizio.

“La grande Trieste” – aggiunge Dimitri Waltritsch, che ha progettato l’allestimento impreziosito dal design di Matteo Bartoli e delineato da Lorenzo Michelli per il coordinamento delle sezioni espositive frutto del lavoro di una cinquantina di conservatori e collaboratori appassionati – è una mostra che è stata pensata per il grande pubblico ma che ha avuto delle ambizioni, nate dalla voglia di raccontare, con un approccio contemporaneo, un periodo storico (tra il 1891 e il 1914) durante il quale la città aveva delle aspirazioni metropolitane.